LANCET: sospesi i finanziamenti agli ospedali omeopatici in Inghilterra.
Theut, il semidio egiziano inventore della scrittura, annota le colpe ed i meriti di ogni anima, sino al momento in cui si presenta per il giudizio.
Per l’omeopatia questo momento sembra essere vicino, a giudicare dalla pressione alla quale essa è sottoposta.
In una recente numero di Lancet si rende infatti conto di una attiva campagna contro l’omeopatia, particolarmente della sua rimborsabilità da parte del servizio sanitario pubblico.
I moderni Theut di Lancet si avvalgono nella loro critica sempre dello stesso schema (l‘implausibilità delle idee fondanti l’omeopatia, la mancanza di evidenza della sua efficacia come risulterebbe da numerose meta-analisi pubblicate negli ultimi anni), ma vi introducono una nuova, sostanziale variante, che dice qualcosa di diverso.
“Rivendicare falsi successi nel trattare il raffreddore è una cosa. Fare la stessa cosa con la malaria, l’AIDS o con altre malattie severe è criminale” Questo il commento di Michael Baum dell’University College di Londra al convegno che si terrà a Londra il 01.12 “sui differenti approcci che hanno un certo successo nell’affrontare il quadro clinico dell’AIDS”, come recita il programma del convegno, organizzato dalla più importante Società di Omeopatia europea.
La pressione contro l’omeopatia del gruppo guidato da Baum e da Colquhoun, professore di farmacologia a Londra, sembra avere un certo successo. Infatti, anche se l’omeopatia continua ad avere un notevole seguito popolare in UK (il 14.5% della popolazione afferma di seguire questo tipo di cura, per un mercato stimato in 38 milioni di sterline/anno), un certo numero di distretti inglesi ha deciso di sospendere il trasferimento di fondi ad alcuni ospedali omeopatici e tra le vittime vi è anche lo storico London Royal Hospital.
L’omeopata resta agli occhi di Baum un affabulatore da taverna, un maestro della chiacchera, più che un medico che, come tutti, antepone la diagnosi alla scelta della strategia terapeutica: “Quando parlo con uno di loro – dice Baum – mi sento dire che essi usano l’omeopatia per condizioni autolimitanti come l’insonnia o la stipsi. Ma io rispondo che l’insonnia può essere il segno di una depressione acuta e la stipsi di un carcinoma colonrettale”.
Ci pare questo un fraintendimento grave che consegna l’omeopatia alle specialità dei perdenti.
Tuttavia ci chiediamo se non sia colpa pesante anche di settori del nostro mondo aver lasciato intendere che l’omeopatia fosse più una religione vitalistica che una scienza, o almeno una speranza di scienza.
L’omologazione di questa visione sembra talmente avanzata che una retromarcia da questo angusto giardinetto rischia di richiedere molti decenni di passione e di ricerca.
Massimo Saruggia
Pressure grows against homoeopathy in the UK
Health service funding is being stopped for some of the UK’s homoeopathic hospitals,
Special Report
Udani Samarasekera Special Report
The Lancet Vol 370 November 17, 2007
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